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Come funzionano i sistemi di allerta e dissuasione del progetto DILUPOLI

  • alicecarpi
  • 28 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 8 mag

Quando si parla di prevenzione degli attacchi da predatori, spesso si pensa soltanto a recinzioni o cani da guardiania. Ma oggi la tecnologia permette di andare oltre, introducendo sistemi intelligenti capaci di monitorare il territorio, riconoscere situazioni di rischio e attivare strumenti di allontanamento in tempo reale.


È proprio su questo principio che si basa DILUPOLI.

Il progetto sta sviluppando e testando sistemi innovativi di allerta e dissuasione pensati specificamente per gli allevamenti zootecnici liguri.


Dalla strada ai pascoli: tecnologie adattate alla zootecnia


Una delle intuizioni più interessanti del progetto nasce dall’adattamento di tecnologie già utilizzate per ridurre le collisioni tra fauna selvatica e veicoli sulle strade.


Sistemi sviluppati in progetti come Life Strade e Life Crossing vengono oggi reinterpretati per un nuovo contesto: la protezione degli animali al pascolo.


L’idea è semplice ma efficace:


rilevare la presenza del predatore;

attivare automaticamente sistemi di deterrenza;

avvisare l’allevatore in tempo reale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale


Uno degli elementi più innovativi riguarda l’utilizzo di videocamere intelligenti. Attraverso algoritmi di riconoscimento, i sistemi saranno in grado di distinguere il lupo da altri animali presenti sul territorio.


Quando il sistema identifica il predatore:


invia un alert agli operatori;

attiva segnali luminosi;

attiva dissuasori acustici dinamici;

genera un effetto di movimento per aumentare l’efficacia del disturbo.


L’obiettivo è creare un sistema rapido, automatico e adattabile alle diverse condizioni ambientali.


Dissuasori acustici e luminosi


I sistemi di allontanamento non si limiteranno a emettere semplici rumori.


DILUPOLI punta infatti a sviluppare:


suoni variabili;

sequenze luminose dinamiche;

effetti movimento;

attivazioni intelligenti non ripetitive.


Questo aspetto è fondamentale per ridurre il fenomeno dell’assuefazione, uno dei principali limiti dei tradizionali sistemi di deterrenza.


Un predatore che si abitua a uno stimolo smette rapidamente di considerarlo una minaccia. Per questo il progetto lavora su sistemi capaci di modificare comportamento e risposta nel tempo.


Monitoraggio continuo del territorio


Accanto ai sistemi di allerta, il progetto utilizza strumenti avanzati di monitoraggio:


fototrappole;

termocamere;

droni con sensori termici;

sistemi GIS per l’analisi spaziale dei dati.


Questi strumenti permettono di:


individuare le aree più a rischio;

studiare gli spostamenti del lupo;

analizzare frequenza e modalità degli attacchi;

migliorare il posizionamento dei dispositivi.


La tecnologia, quindi, non viene usata solo per reagire agli eventi, ma soprattutto per comprenderli e prevenirli.


Tecnologia e pratiche tradizionali


Un aspetto centrale di DILUPOLI è che le innovazioni non sostituiscono le pratiche tradizionali, ma le integrano.


Recinzioni, cani da guardiania e corretta gestione dei pascoli restano elementi fondamentali.


Le nuove tecnologie servono invece a:


aumentare la capacità di controllo;

ridurre i tempi di intervento;

migliorare la gestione della sicurezza;

rendere più sostenibile il lavoro degli allevatori.

Un progetto costruito sulla realtà operativa


Tutte le tecnologie verranno sperimentate direttamente nelle aziende agricole partner del progetto.


Questo significa che ogni soluzione sarà testata:


in condizioni reali;

su territori complessi;

in aree effettivamente interessate dalla presenza del lupo.


Perché l’obiettivo finale non è sviluppare strumenti teorici, ma creare sistemi realmente utilizzabili dagli allevatori.

 
 
 

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